L’alveare è una delle strutture più avanzate in natura, al pari dei formicai. Una società dove ogni individuo ha il suo compito, che porta avanti con dedizione e passione, affinché tutto funzioni perfettamente e la vita della famiglia a cui appartiene prosegua e vada avanti per numerose generazioni.

Infatti, dato che il favo deve essere costruito con la cera che le stesse api devono produrre, è importante ottenere celle il più grandi possibili, ma che allo stesso tempo non costringano a una super produzione di materiale per crearle. In questo senso, l’esagono è la figura che meglio si adatta a questo scopo

I favi hanno forma esagonale, perché l’esagono ha una forma perfetta

In queste casette, si sviluppa una vera gerarchia sociale, dove ovviamente, l’ape regina è in cima.
Quando la vecchia ape regina lascia il suo alveare, lascia un discreto numero di uova.
Nel momento in cui nell’alveare non c’è la regina, le api che non hanno fatto parte della sciamatura sanno per istinto che devono “ricreare” una regina perché altrimenti ci sarebbe morte certa per loro. Le api, infatti, muoiono dopo 30 giorni e senza l’ape regina quindi la famiglia andrebbe a finire perché non ci sarebbe più il ricambio generazionale, dato che la regina è l’unica in grado di deporre le uova.
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Per creare una nuova ape regina, le api scelgono dalle 10 alle 30 uova, e prima che nasca il bruco, iniziano ad alimentare con pappa reale, perché quello che determina la classe di un ape è il cibo che riceve
Per scegliere l’unica ape regina quindi si procede a una vera selezione naturale. Le uova infatti non vengono deposte contemporaneamente ma a distanza (seppur breve) l’una dall’altra. Nel momento in cui si schiude un uovo, le api nutrici verificano le condizioni dell’insetto che nasce. Se non è perfetto – con una quantità di uova così elevata può succedere – viene ucciso subito. Appena viene fuori, tra le uova che erano state scelte, un insetto perfetto, quello diventa l’ape regina, la padrona dell’alveare.

Quando la regina è nata, ovviamente non può ancora accoppiarsi , ma dopo 10 giorni, avviene il cossi detto volo nuziale e può accoppiarsi anche con 100 maschi.
Dopo il volo nuziale, l’ape regina si occupa solo della deposizione e deciderà lei se fecondarlo o no.
L’uovo non fecondato è maschio, mentre l’uovo fecondato sarà una femmina che è la classe più importante

Com’è strutturato un alveare?

Le api hanno bisogno di un luogo caldo, sicuro e asciutto in cui vivere. In natura, tendono a scegliere le cavità degli albero, o le fessure delle rocce. Le arnie usate dagli apicoltori sono state realizzate per rendere sempre più facile alle api gestire la propria colonia e produrre del buon miele. Tanti sono i tipi di arnie utilizzate nel mondo, ma seguono tutte gli stessi principi di base

Come sono chiamate le parti principali di un’arnia?

Coperchio esterno: Protegge l’arnia dalle intemperie. Viene assicurato dall’uso di una forte corda elastica.

Melari: I melari sono utilizzati dalle api per immagazzinare il miele. Ogni colonia produce miele durante l’estate, in preparazione dell’inverno. Se le vostre api saranno laboriose abbastanza, vedrete quanto miele riceverete! Ai melari si aggiungono dieci telaini e i rispettivi fogli cerei.

Il nido: Ecco qual è il cuore dell’alveare, lì dove le api vivono e dove la regina depone le uova. Questi larghi telaini sono chiamati “telaini da nido”. Attraverso di essi controllerete il lavoro delle vostre api. Ogni arnia contiene 11 telaini con altrettanti fogli cerei.

Ingresso: Grazie ad esso le vostre api saranno libere di entrare ed uscire in qualunque momento. L’ingresso dell’arnia gode anche di uno spazio riparato dalla pioggia e dal vento.

Rialzo: Il rialzo è importante per distribuire uniformemente il peso dell’arnia e per tenere l’ingresso lontano dai flussi d’aria.

Come si chiamano le parti interne dell’alveare?

Il coperchio: Indispensabile per sigillare l’arnia e mantenere le api al suo interno, il coperchio è poggiato direttamente sul nido in inverno, quando non ci sono i melari, o sui melari durante l’estate.

I telaini da melario: I telaini da melario sono più bassi di quelli per il nido. Servono a trattenere la cera.

Escludi regina: La regina è l’ape più importante all’interno di un alveare, in quanto è colei che depone le uova e permette alla colonia di espandersi. Ma quando viene il momento di raccogliere il miele, la sua presenza potrebbe creare qualche fastidio. I melari dovrebbero essere i luoghi destinati ad accogliere il miele e nient’altro; la regina, però, non è a conoscenza di tutte queste sottigliezze, e se ne ha l’occasione depone le uova nei favi dei melari, cosa che rende più difficile la raccolta del miele. L’escludi regina vi aiuta a tenerla lontana dai melari. Va posizionata sopra i telaini del nido, ed è dotata di fori abbastanza grandi per far passare le operaie, ma troppo piccoli perché possa passarci la regina.

I telaini da nido: Sono localizzati lì dove le api immagazzinano il nettare e il polline per il loro uso immediato. Si tratta dello stesso posto in cui la regina depone le uova. Esistono telaini di dimensioni leggermente diverse.

Isolamento: Le api hanno bisogno di mantenere una temperatura costante per far crescere i propri piccoli. Se l’alveare è isolato bene, alle api saranno risparmiati un bel po’ di tempo e fatica.

Pavimento a rete: Il pavimento è costituito da una rete per assicurare un costante ricambio d’aria e per far cadere fuori dall’arnia acari (le varroa) e detriti.

Vaschetta per l’ispezione: La vaschetta si trova al di sotto del pavimento a rete. Serve ad intrappolare qualunque acaro, insetto o detrito che cada dall’arnia; questi, una volta analizzati, vi aiuteranno a capire se le vostre api godano di ottima salute.

L’organizzazione dell’alveare è veramente straordinaria,
dove tutto è calcolato nei minimi particolari.

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